Il contributo prende le mosse da un’indagine già avvitata, ma ancora alle battute iniziali, sull’attivismo femminile colto dal punto di vista del coinvolgimento antimilitarista e rivoluzionario in un arco cronologico che va dalla Grande guerra agli anni del fascismo. L’obiettivo è quello di restituire visibilità a storie di vita meno note, spesso sfuggite alla narrazione storica generale, che si distanziano dal modello iconico delle “militanti di professione”, raccontando percorsi accidentati, non lineari, talvolta incoerenti, su cui pesano «scelte individuali, casualità, contraddizioni personali». Nello specifico, in questa sede si delinea la biografia della comunista friulana Giorgia Boscarol (Monfalcone, 1903- Serino 1991), attiva sin da adolescente nella Federazione giovanile comunista regionale e successivamente nel gruppo dissidente bordighista a Napoli, dove si trasferisce per seguire il compagno e futuro marito Ugo Girone (1897-1977). Alcuni passaggi della sua esperienza politica e privata possono essere ricostruiti grazie alle carte conservate nel fondo “Sovversivi” dell’Archivio di Stato di Napoli e attraverso le documentazioni del “Fondo Martinuzzi Giuseppina” (corrispondente e confidente della Boscarol) presso l’Archivio dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, che allo stato attuale costituiscono, insieme alla stampa di partito, le fonti privilegiate dell’indagine. Nella vicenda di Giorgia, che come ho detto rappresenta solo un tassello di una ricerca ancora in corso, si intrecciano in maniera stringente la dimensione dell’impegno nella lotta antifascista (tra attività pubblicistica, incarichi di partito, clandestinità, persecuzioni) e una tormentata sfera esistenziale, segnata da disagi fisici, difficoltà economiche, profonde sofferenze emotive per un matrimonio fallimentare che la costringe alla separazione forzata dalle due figlie ancora piccole imposta dal marito, divenuto nel frattempo collaboratore dell’Ovra in Francia. La storia di Giorgia Boscarol, come quella di molte non ancora emerse dagli «interstizi della storia», diviene spia di un femminile dissidente poco noto e poco studiato da indagare facendo interagire, nell’equilibrio tra dimensione empatica e interpretazione storiografica, nomi, informazioni, reti, legami, ma anche sentimenti, emozioni, stati d’animo per valorizzare, rinnovare, moltiplicare gli spaccati conoscitivi e i risultati acquisiti dalle grandi sintesi storiografiche.
Stili di antifascismo. Sulle tracce di Giorgia Boscarol
De Donno, Daria
2024-01-01
Abstract
Il contributo prende le mosse da un’indagine già avvitata, ma ancora alle battute iniziali, sull’attivismo femminile colto dal punto di vista del coinvolgimento antimilitarista e rivoluzionario in un arco cronologico che va dalla Grande guerra agli anni del fascismo. L’obiettivo è quello di restituire visibilità a storie di vita meno note, spesso sfuggite alla narrazione storica generale, che si distanziano dal modello iconico delle “militanti di professione”, raccontando percorsi accidentati, non lineari, talvolta incoerenti, su cui pesano «scelte individuali, casualità, contraddizioni personali». Nello specifico, in questa sede si delinea la biografia della comunista friulana Giorgia Boscarol (Monfalcone, 1903- Serino 1991), attiva sin da adolescente nella Federazione giovanile comunista regionale e successivamente nel gruppo dissidente bordighista a Napoli, dove si trasferisce per seguire il compagno e futuro marito Ugo Girone (1897-1977). Alcuni passaggi della sua esperienza politica e privata possono essere ricostruiti grazie alle carte conservate nel fondo “Sovversivi” dell’Archivio di Stato di Napoli e attraverso le documentazioni del “Fondo Martinuzzi Giuseppina” (corrispondente e confidente della Boscarol) presso l’Archivio dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, che allo stato attuale costituiscono, insieme alla stampa di partito, le fonti privilegiate dell’indagine. Nella vicenda di Giorgia, che come ho detto rappresenta solo un tassello di una ricerca ancora in corso, si intrecciano in maniera stringente la dimensione dell’impegno nella lotta antifascista (tra attività pubblicistica, incarichi di partito, clandestinità, persecuzioni) e una tormentata sfera esistenziale, segnata da disagi fisici, difficoltà economiche, profonde sofferenze emotive per un matrimonio fallimentare che la costringe alla separazione forzata dalle due figlie ancora piccole imposta dal marito, divenuto nel frattempo collaboratore dell’Ovra in Francia. La storia di Giorgia Boscarol, come quella di molte non ancora emerse dagli «interstizi della storia», diviene spia di un femminile dissidente poco noto e poco studiato da indagare facendo interagire, nell’equilibrio tra dimensione empatica e interpretazione storiografica, nomi, informazioni, reti, legami, ma anche sentimenti, emozioni, stati d’animo per valorizzare, rinnovare, moltiplicare gli spaccati conoscitivi e i risultati acquisiti dalle grandi sintesi storiografiche.File | Dimensione | Formato | |
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