L’articolo analizza il carteggio intercorso tra Luigi Giuseppe De Simone e la poetessa abruzzese Giannina Milli, evidenziandone il valore documentario per la ricostruzione delle reti culturali dell’Italia postunitaria. Partendo dalla constatazione della scarsità di studi sull’attività epistolare di De Simone, il saggio prende in esame le 34 lettere scambiate tra il 1865 e il 1868, che testimoniano un rapporto fondato su stima reciproca, solidarietà e collaborazione intellettuale. Accanto alle questioni pratiche emergono infatti discussioni letterarie e riflessioni sui rispettivi progetti di scrittura. Il contributo ricostruisce le origini dell’amicizia, probabilmente risalenti al soggiorno salentino di Milli negli anni Cinquanta, e ne segue gli sviluppi fino ai successivi incontri in età matura. Ampio spazio è dedicato alla collaborazione relativa al Duca d’Atene, opera storica di De Simone: Milli ne favorì la pubblicazione e offrì puntuali suggerimenti stilistici, apprezzandone il rigore documentario ma invitando l’autore a maggiore chiarezza linguistica. L’indagine mette così in luce il ruolo della poetessa come mediatrice culturale e interlocutrice critica. L’ultima parte del saggio si sofferma sulle peculiarità stilistiche di De Simone epistolografo, evidenziando un’espressività sorprendentemente vivace, talvolta ironica e colloquiale, che contrasta con l’immagine dello studioso austero. Il carteggio restituisce dunque un ritratto più sfaccettato dell’erudito salentino e offre un osservatorio privilegiato sulle dinamiche intellettuali e relazionali della cultura ottocentesca.
"Perdono pel sottoscritto esimio seccatore". Sul carteggio di De Simone con Giannina Milli
Andrea Scardicchio
2026-01-01
Abstract
L’articolo analizza il carteggio intercorso tra Luigi Giuseppe De Simone e la poetessa abruzzese Giannina Milli, evidenziandone il valore documentario per la ricostruzione delle reti culturali dell’Italia postunitaria. Partendo dalla constatazione della scarsità di studi sull’attività epistolare di De Simone, il saggio prende in esame le 34 lettere scambiate tra il 1865 e il 1868, che testimoniano un rapporto fondato su stima reciproca, solidarietà e collaborazione intellettuale. Accanto alle questioni pratiche emergono infatti discussioni letterarie e riflessioni sui rispettivi progetti di scrittura. Il contributo ricostruisce le origini dell’amicizia, probabilmente risalenti al soggiorno salentino di Milli negli anni Cinquanta, e ne segue gli sviluppi fino ai successivi incontri in età matura. Ampio spazio è dedicato alla collaborazione relativa al Duca d’Atene, opera storica di De Simone: Milli ne favorì la pubblicazione e offrì puntuali suggerimenti stilistici, apprezzandone il rigore documentario ma invitando l’autore a maggiore chiarezza linguistica. L’indagine mette così in luce il ruolo della poetessa come mediatrice culturale e interlocutrice critica. L’ultima parte del saggio si sofferma sulle peculiarità stilistiche di De Simone epistolografo, evidenziando un’espressività sorprendentemente vivace, talvolta ironica e colloquiale, che contrasta con l’immagine dello studioso austero. Il carteggio restituisce dunque un ritratto più sfaccettato dell’erudito salentino e offre un osservatorio privilegiato sulle dinamiche intellettuali e relazionali della cultura ottocentesca.| File | Dimensione | Formato | |
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