Il primo aprile 1966 appare sulla «Quinzaine littéraire», rivista fondata quell’anno da Maurice Nadeau, una recensione di Henri Hell, dal titolo L’histoire d’une imposture, al libro Le conseil d’Egypte di Leonardo Sciascia, pubblicato per i tipi dell’editore Denoël nella collana «Les Lettres nouvelles», curata dallo stesso Nadeau. Hell riconosce a Sciascia un duplice merito: in primo luogo, la capacità dell’autore di suscitare «la sympathie» e di farsi leggere «avec plaisir», tanto che il recensore dichiara il suo rammarico nel dover accedere al testo in traduzione e non in lingua originale; in un secondo momento, l’articolo sottolinea l’abilità dello scrittore siciliano di trattare, sotto quest’apparente disinvoltura, argomenti scabrosi che, per quanto ambientati nel diciottesimo secolo, riguardano in realtà «tous les temps». Dalla pubblicazione di quel primo titolo nella collezione curata da Nadeau e dall’uscita della recensione sulla sua rivista prenderà avvio tra l’autore italiano e l’editore francese un intenso rapporto non solo editoriale ma anche di amicizia che scaverà un solco nella memoria dell’intellettuale parigino, al punto da indurlo ad attribuire allo scrittore siciliano un posto di primo piano tra i volti delle sue «mémoires littéraires». Con il presente saggio ci proponiamo di indagare le ragioni che hanno indotto l’editore francese a pubblicare un’ampia parte della produzione letteraria di Sciascia, nonché le modalità attraverso cui è stato portato avanti il progetto e l’evoluzione di una vicenda editoriale, che si è andata sempre più stratificando, facendo emergere modalità diverse di presentare al pubblico uno stesso autore e contribuendo così alla cristallizzazione di uno specifico ricordo nel racconto di un passeur. Lo scopo della ricerca è, in prima istanza, cercare di delineare i criteri di valore che hanno guidato Nadeau nella sua scelta di pubblicare Sciascia e nelle sue decisioni in termini di presentazione dei volumi, collocando entrambi gli aspetti all’interno di quella dimensione relazionale, schematizzata dalla teoria dei campi di Bourdieu. In un simile quadro analitico, la pubblicazione dell’autore siciliano a metà degli anni Sessanta assume il ruolo di presa di posizione rispetto al panorama letterario ed editoriale francese di allora. La sorte delle opere di Sciascia e la sua ricezione presso il pubblico transalpino – indagata con l’aiuto di materiale documentario inedito che va ad arricchire due importanti studi sull’argomento - mostrano, inoltre, l’evoluzione dell’editoria in Francia e illuminano lo sviluppo della figura di Nadeau, costretto a confrontarsi con le nuove istanze strutturali del mercato. Infine, ci concentreremo sullo sguardo adottato dall’editore parigino nell’interpretazione della sua esperienza passata, per comprendere quali sono le ragioni dietro il recupero di un autore come Sciascia in uno scritto che ripercorre una storia ad un tempo personale e professionale. Lo studio ci permetterà, dunque, non solo di ricostruire le fasi attraverso cui si definisce un progetto improntato su una duplice volontà autorial-editoriale, ma tenterà di dimostrare anche quali sono i nuclei che formano la memoria di un passeur che, ricostruendo i passaggi cruciali della sua attività, dà vita, allo stesso tempo, a una precisa immagine di sé.
«Pour vous j'ai existé»: il ruolo del passeur nella memoria editoriale di Maurice Nadeau
Marco De Cristofaro
2023-01-01
Abstract
Il primo aprile 1966 appare sulla «Quinzaine littéraire», rivista fondata quell’anno da Maurice Nadeau, una recensione di Henri Hell, dal titolo L’histoire d’une imposture, al libro Le conseil d’Egypte di Leonardo Sciascia, pubblicato per i tipi dell’editore Denoël nella collana «Les Lettres nouvelles», curata dallo stesso Nadeau. Hell riconosce a Sciascia un duplice merito: in primo luogo, la capacità dell’autore di suscitare «la sympathie» e di farsi leggere «avec plaisir», tanto che il recensore dichiara il suo rammarico nel dover accedere al testo in traduzione e non in lingua originale; in un secondo momento, l’articolo sottolinea l’abilità dello scrittore siciliano di trattare, sotto quest’apparente disinvoltura, argomenti scabrosi che, per quanto ambientati nel diciottesimo secolo, riguardano in realtà «tous les temps». Dalla pubblicazione di quel primo titolo nella collezione curata da Nadeau e dall’uscita della recensione sulla sua rivista prenderà avvio tra l’autore italiano e l’editore francese un intenso rapporto non solo editoriale ma anche di amicizia che scaverà un solco nella memoria dell’intellettuale parigino, al punto da indurlo ad attribuire allo scrittore siciliano un posto di primo piano tra i volti delle sue «mémoires littéraires». Con il presente saggio ci proponiamo di indagare le ragioni che hanno indotto l’editore francese a pubblicare un’ampia parte della produzione letteraria di Sciascia, nonché le modalità attraverso cui è stato portato avanti il progetto e l’evoluzione di una vicenda editoriale, che si è andata sempre più stratificando, facendo emergere modalità diverse di presentare al pubblico uno stesso autore e contribuendo così alla cristallizzazione di uno specifico ricordo nel racconto di un passeur. Lo scopo della ricerca è, in prima istanza, cercare di delineare i criteri di valore che hanno guidato Nadeau nella sua scelta di pubblicare Sciascia e nelle sue decisioni in termini di presentazione dei volumi, collocando entrambi gli aspetti all’interno di quella dimensione relazionale, schematizzata dalla teoria dei campi di Bourdieu. In un simile quadro analitico, la pubblicazione dell’autore siciliano a metà degli anni Sessanta assume il ruolo di presa di posizione rispetto al panorama letterario ed editoriale francese di allora. La sorte delle opere di Sciascia e la sua ricezione presso il pubblico transalpino – indagata con l’aiuto di materiale documentario inedito che va ad arricchire due importanti studi sull’argomento - mostrano, inoltre, l’evoluzione dell’editoria in Francia e illuminano lo sviluppo della figura di Nadeau, costretto a confrontarsi con le nuove istanze strutturali del mercato. Infine, ci concentreremo sullo sguardo adottato dall’editore parigino nell’interpretazione della sua esperienza passata, per comprendere quali sono le ragioni dietro il recupero di un autore come Sciascia in uno scritto che ripercorre una storia ad un tempo personale e professionale. Lo studio ci permetterà, dunque, non solo di ricostruire le fasi attraverso cui si definisce un progetto improntato su una duplice volontà autorial-editoriale, ma tenterà di dimostrare anche quali sono i nuclei che formano la memoria di un passeur che, ricostruendo i passaggi cruciali della sua attività, dà vita, allo stesso tempo, a una precisa immagine di sé.| File | Dimensione | Formato | |
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