Il contributo esamina il sistema dei santuari costieri dell’Adriatico meridionale pugliese, concentrandosi sui siti di Leuca (Punta Ristola), Castro e Rocavecchia-Torre dell’Orso. L’indagine inquadra la continuità cultuale di questi luoghi sacri dall’età preistorica all’epoca ro- mana imperiale, evidenziando la loro funzione strategica nei circuiti marittimi transadriatici. I santuari, caratterizzati dalla presenza di grotte naturali e artificiali, manifestano un linguaggio rituale comune che collega le sponde adriatiche attraverso pratiche votive specifiche, inclusa la scrittura parietale. L’indagine interdisciplinare combina archeologia, epigrafia e storia dei culti per delineare una “geografia sacra” della navigazione antica. Emerge un sistema cultuale com- plesso che bilancia continuità topografica e trasformazioni storiche: mentre alcuni santuari sviluppano dimensioni politico-identitarie (Castro), altri mantengono una specializzazione marittima (Leuca, Torre dell’Orso). La presenza di divinità epicoriche e greco-romane legate alla protezione marittima testimonia processi sincretici funzionali alle esigenze dei naviganti. Lo studio dimostra come questi luoghi sacri costituissero nodi di una rete adriatica, servendo sia le comunità locali sia i traffici marittimi di lungo raggio.
Contatti marittimi e spazi del sacro. Contesti e pratiche rituali nel sistema dei santuari costieri nella Puglia meridionale
Flavia Frisone
2026-01-01
Abstract
Il contributo esamina il sistema dei santuari costieri dell’Adriatico meridionale pugliese, concentrandosi sui siti di Leuca (Punta Ristola), Castro e Rocavecchia-Torre dell’Orso. L’indagine inquadra la continuità cultuale di questi luoghi sacri dall’età preistorica all’epoca ro- mana imperiale, evidenziando la loro funzione strategica nei circuiti marittimi transadriatici. I santuari, caratterizzati dalla presenza di grotte naturali e artificiali, manifestano un linguaggio rituale comune che collega le sponde adriatiche attraverso pratiche votive specifiche, inclusa la scrittura parietale. L’indagine interdisciplinare combina archeologia, epigrafia e storia dei culti per delineare una “geografia sacra” della navigazione antica. Emerge un sistema cultuale com- plesso che bilancia continuità topografica e trasformazioni storiche: mentre alcuni santuari sviluppano dimensioni politico-identitarie (Castro), altri mantengono una specializzazione marittima (Leuca, Torre dell’Orso). La presenza di divinità epicoriche e greco-romane legate alla protezione marittima testimonia processi sincretici funzionali alle esigenze dei naviganti. Lo studio dimostra come questi luoghi sacri costituissero nodi di una rete adriatica, servendo sia le comunità locali sia i traffici marittimi di lungo raggio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


