Il fenomeno migratorio ha inciso profondamente anche sulla Puglia, una regione tradizionalmente caratterizzata da una ricca diversità culturale e linguistica. Accanto alle minoranze linguistiche storiche, come la lingua arbëreshë e l’isola ellenofona salentina, si sono insediate nuove comunità portatrici di lingue, tradizioni e identità culturali. Tra queste, le comunità romena, albanese, marocchina e cinese rappresentano i principali gruppi stranieri presenti nella regione, contribuendo a trasformare il panorama linguistico e culturale pugliese. Questo saggio esplora la situazione delle cosiddette “nuove minoranze linguistiche” in Puglia, con particolare riferimento alle dinamiche di integrazione sociale, al mantenimento della lingua d’origine e all’apprendimento dell’italiano. Come evidenziato da diversi studi, il fenomeno migratorio in Italia ha generato nuovi scenari di pluralismo linguistico, in cui le lingue migranti, pur non riconosciute dalla Legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche, acquisiscono un ruolo sempre più rilevante. Tali lingue non si limitano ad affiancarsi alle varietà autoctone, ma le influenzano, trasformando gli usi linguistici e i codici comunicativi nei contesti urbani e rurali.
L'italiano delle nuove minoranze in Puglia. Un'indagine sociale e linguistica
Beatrice Perrone
2024-01-01
Abstract
Il fenomeno migratorio ha inciso profondamente anche sulla Puglia, una regione tradizionalmente caratterizzata da una ricca diversità culturale e linguistica. Accanto alle minoranze linguistiche storiche, come la lingua arbëreshë e l’isola ellenofona salentina, si sono insediate nuove comunità portatrici di lingue, tradizioni e identità culturali. Tra queste, le comunità romena, albanese, marocchina e cinese rappresentano i principali gruppi stranieri presenti nella regione, contribuendo a trasformare il panorama linguistico e culturale pugliese. Questo saggio esplora la situazione delle cosiddette “nuove minoranze linguistiche” in Puglia, con particolare riferimento alle dinamiche di integrazione sociale, al mantenimento della lingua d’origine e all’apprendimento dell’italiano. Come evidenziato da diversi studi, il fenomeno migratorio in Italia ha generato nuovi scenari di pluralismo linguistico, in cui le lingue migranti, pur non riconosciute dalla Legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche, acquisiscono un ruolo sempre più rilevante. Tali lingue non si limitano ad affiancarsi alle varietà autoctone, ma le influenzano, trasformando gli usi linguistici e i codici comunicativi nei contesti urbani e rurali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


